Una giuria del Nuovo Messico ha stabilito che Facebook ha violato la legge sulla tutela dei consumatori per oltre 43 milioni di volte.
Secondo il Dipartimento di Giustizia del Nuovo Messico, una giuria ha stabilito che Facebook ha violato la legge statale sulle pratiche sleali (Unfair Practices Act, UPA) per oltre 43 milioni di volte.
La sentenza nel caso Stato del Nuovo Messico contro Facebook, Inc. conclude che il social network Meta ha rilasciato dichiarazioni fuorvianti ai consumatori dello stato in merito alle sue pratiche di gestione dei dati, e la società ora rischia sanzioni civili che potrebbero raggiungere miliardi di dollari.
Il caso è legato allo scandalo Cambridge Analytica, uno dei più grandi casi di violazione della privacy che coinvolgono un social network. Meta ha raggiunto un accordo nella class action contro Cambridge Analytica anni fa, e la società di consulenza britannica è fallita quasi dieci anni fa.
Cosa ha stabilito la giuria del New Mexico contro Facebook
La giuria ha concluso che Facebook ha ingannato gli utenti del Nuovo Messico in merito al modo in cui gestiva i loro dati personali. Le conclusioni riguardano i seguenti ambiti:
- dichiarazioni fuorvianti su come Facebook gestiva i dati personali degli utenti
- falsificando le proprie pratiche commerciali con società terze, attraverso pratiche sleali e ingannevoli che consentivano agli inserzionisti un facile accesso ai dati degli utenti.
- trarre profitto dalla disinformazione e dall'incitamento all'odio, pur affermando di star rimuovendo o combattendo attivamente tali contenuti.
- Dichiarazioni rilasciate dopo l'indagine interna di Facebook su Cambridge Analytica, tra cui promesse di esaminare le pratiche di gestione dei dati delle app di terze parti e di condurre audit forensi, promesse che l'azienda non è riuscita a mantenere.
Il procuratore generale del New Mexico, Raúl Torrez, ha affermato che il verdetto dimostra che le regole si applicano a tutti, compresi Facebook e altre grandi aziende tecnologiche. Il Dipartimento di Giustizia del New Mexico ha definito la decisione della giuria un verdetto storico.
Meta ha respinto l'esito del processo. Un portavoce dell'azienda ha dichiarato che le piattaforme di Meta sono protette dai diritti sanciti dal Primo Emendamento, che tutelano la libertà di parola e i diritti degli utenti sui propri dati, e che l'azienda si difenderà "dai tentativi di distorcere la nostra versione dei fatti".
Fase di rigore e cosa succederà dopo per Meta
Il verdetto della giuria non stabilisce l'importo che Facebook dovrà pagare. Sarà ora un giudice a decidere la sanzione per le 43 milioni di violazioni dell'UPA. Le autorità statali stanno cercando di ottenere la massima sanzione civile, che secondo l'UPA può arrivare fino a 5.000 dollari per violazione, quindi la cifra finale potrebbe ammontare a miliardi di dollari da versare allo Stato del Nuovo Messico.
La sentenza fa seguito a un'altra sconfitta per Facebook in New Mexico, avvenuta qualche mese fa. In quel caso precedente, una giuria aveva stabilito che l'azienda gestiva un servizio progettato per fidelizzare gli utenti più giovani alla piattaforma.
Per gli utenti di Facebook, la sentenza non crea una procedura di risarcimento né modifica le impostazioni dell'account. Il Dipartimento di Giustizia del Nuovo Messico non ha annunciato i pagamenti individuali, poiché le sanzioni richieste sono sanzioni civili dovute allo Stato.
I residenti del Nuovo Messico non devono intraprendere alcuna azione in questa fase, e l'esito della fase di determinazione della sanzione stabilirà l'importo che Facebook dovrà versare allo stato. Il giudice non si è ancora pronunciato sull'ammontare della sanzione e Meta non ha ancora comunicato se intende presentare ricorso contro il verdetto della giuria.
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