Le auto a idrogeno non hanno mai preso piede, ma potrebbero dare vita ai droni a lungo raggio di prossima generazione.

L'energia a idrogeno non ha mai trovato spazio nelle automobili, ma potrebbe finalmente trovare applicazione nei droni. Alcuni ricercatori norvegesi hanno costruito un drone per carichi pesanti alimentato a idrogeno, sostituendo le batterie con una cella a combustibile per risolvere il problema dell'autonomia che tiene a terra la maggior parte dei droni commerciali.

Il prototipo del SINTEF, un istituto di ricerca scandinavo, è pensato per compiti in cui i droni a batteria non sono adatti. Si pensi all'ispezione di linee elettriche remote dopo una tempesta o alla ricerca di escursionisti dispersi in condizioni meteorologiche avverse. Il ricercatore senior Federico Zenith afferma che l'obiettivo non è sostituire il volo del fine settimana, ma piuttosto svolgere missioni che i droni attuali semplicemente non sono in grado di portare a termine.

Perché le celle a combustibile sono migliori delle batterie e della benzina

Invece di partire da zero, il team SINTEF è partito da un pesante modello alimentato a batteria e lo ha sostituito con una cella a combustibile e un serbatoio di idrogeno. Zenith definisce la conversione semplice, un percorso che potrebbe consentire agli operatori di aggiornare le attrezzature esistenti anziché acquistarne di nuove.

Al momento, il loro prototipo è una rarità. Secondo Zenith, è l'unico drone a idrogeno in volo in Norvegia e, per quanto ne sappia il team, l'unico in tutta la Scandinavia. Questo rende l'istituto un caso di studio unico per valutare concretamente le potenzialità dell'idrogeno in termini di autonomia di volo.

La cella a combustibile è anche superiore all'alternativa a gas. I motori tradizionali necessitano di frequenti sostituzioni e di una manutenzione complessa. Una cella a combustibile, afferma Zenith, funziona per almeno mille ore ed è più facile da sostituire quando si usura.

Dove i droni a idrogeno hanno effettivamente senso

Tempi di volo più lunghi aprono la strada aIl progetto h-stakes funziona. Il team SINTEF prevede che il prototipo a idrogeno si occupi delle ispezioni delle linee elettriche dopo le tempeste, un lavoro che oggi spesso richiede un elicottero. Se un albero cade su una linea durante il maltempo, inviare una squadra sul posto è rischioso. Un drone a idrogeno potrebbe decollare immediatamente e contribuire a ripristinare l'energia elettrica più velocemente.

Anche le operazioni di ricerca e soccorso rappresentano un'applicazione ideale. La stessa portata che consente a un drone di seguire le linee elettriche da un trasformatore all'altro gli permette anche di scandagliare vaste aree alla ricerca di un escursionista disperso. I ricercatori citano anche la mappatura, il monitoraggio del manto nevoso per le previsioni di alluvioni e il controllo delle frane.

Anche in questo caso, i calcoli finanziari cambiano. Una cella a combustibile è ancora costosa, ammette Zenith. Ma rispetto al costo di un elicottero per la stessa missione, il drone diventa l'opzione più economica. Questi calcoli potrebbero finalmente dare all'idrogeno la spinta che non ha mai trovato nel settore delle autovetture.

Cosa ci riserva il futuro per i voli a idrogeno?

Il drone a idrogeno ha già effettuato un volo, ma non è ancora in grado di affrontare un vero inverno norvegese. La cella a combustibile all'interno del prototipo è omologata per l'uso solo a temperature superiori allo zero e in condizioni asciutte, il che significa, come sottolinea Zenith, che al momento non ci sono molti giorni adatti al volo nella contea di Trondelag.

La prossima grande sfida è la resistenza agli agenti atmosferici. Il team SINTEF è alla ricerca attiva di finanziamenti e partner per affrontare questo lavoro, con l'obiettivo di verificare quante ore è possibile mantenere un drone in volo in condizioni reali del nord, e non solo in laboratorio.

Il potenziale è evidente. Se riusciranno a risolvere il problema delle condizioni meteorologiche, i droni a idrogeno potrebbero silenziosamente sostituire elicotteri e batterie in quelle situazioni troppo remote, pericolose o costose. La tecnologia che si è arenata sulle strade potrebbe finalmente trovare la sua applicazione nei cieli.

L'articolo "Le auto a idrogeno non hanno mai preso piede, ma potrebbero dare vita ai droni a lungo raggio di nuova generazione" è apparso per la prima volta su Digital Trends .